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& cultura

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- IL BALATON
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- Lo sapevate che
anche líUngheria vanta il suo mare? Il Balaton, il lago pi˜
grande díEuropa, prodotto
- secondo una leggenda locale - dalle lacrime di
uníaffascinante ma triste fanciulla che risiederebbe nel
fondale.
- Vi basterý poco
per innamorarvi di questo ìmareî di origine vulcanica: a Sud
vi aspettano le lunghe distese di sabbia e le pianure, a Nord il
vostro sguardo si posa indisturbato su colline verdi di
vigneti generosi. Non vi stupirete, pertanto che il Balaton sia
una delle mete turistiche dellíUngheria e della Mitteleuropea.
La calma e la bellezza del panorama contrasta con la storia
tuttíaltro che ìpacificaî di questo lago insanguinato da
innumerevoli scontri militari. Ma ora il Balaton sembra non
serbare pi˜ alcuna traccia di questo suo turbolento
passato: ovunque sorgono hotel, villette, ristoranti,
stabilimenti, discotecheÖ. che attirano in ogni momento
dellíanno turisti. Ma il Balaton non Ë solo turismo di massa:
Ë molto di pi˜: offre parchi, acque termali. Se poi siete
amanti della pace, del contatto con la natura, del bird-watching,
la penisola di Tihany fa proprio per voi. Qui, infatti,
vi avventurerete in un parco nazionale inaugurato dal 1952, che
Ë il paradiso di innumerevoli specie di uccelli che hanno
scelto di nidificare in paludi e canneti. Oppure potete seguire
líesempio di nobili asburgici che si lasciarono sedurre dalle acque
termali di HÈviz, il secondo lago termale pi˜ vasto del
mondo o da Balatonf¸red, dove sono andati a curarsi
illustri poeti (p.e. Quasimodo) che poi hanno inaugurato la
simpatica usanza di piantare un albero in ricordo del loro
soggiorno.
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- LA PUSZTA
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- LíUngheria non
Ë solo Budapest, discoteche, edifici rococÚ e architettura
organica. » anche pianure sterminate, sovrastate da un cielo
azzurro percorso da nuvole bianche, prati di stoppie agitate
solo dal vento o da cavalieri
che cavalcano sui loro purosangue.
- LíUngheria Ë
anche e soprattutto la Puszta. La Puszta un tempo era la Grande
Pianura, solcata dal Tibisco, quasi la metý dellíUngheria,
anche se la vera Puszta Ë ormai 80.000 ettari racchiusi nei 2
parchi nazionali di Hortob·gy e Kiskunsag.
80.000 ettari di steppa e di vegetazione dove, in parte,
Ë dato di riscoprire la vera anima magiara.
- In parte, perchÈ
durante il governo comunista ha cambiato aspetto: qui
incontrerete campi coltivati a grano, mais, peperoni da cui si
ricava la paprika. Nessuno si aspetterebbe che la Puszta
sia considerata una sorta di granaio dellíUngheria.
Specie se si pensa alla
storia davvero straordinaria della Puszta: pi˜ di 1000 anni fa,
infatti, quando si stabilirono i primi magiari, la Puszta era
ben diversa. Poi nel XIII secolo giunsero i Mongoli che
devastarono tutto: da allora la Puszta diventÚ terra bruciata,
regno incontrastato della steppa e dellíallevamento brado di
cavalli e buoi. Ora la vera Puszta, quella non coltivata,
sopravvive in 80.000 ettari che conservano intatto il loro
fascino. La Puszta, infatti, Ë un paesaggio mitico, regno dei
famosi csikÛs, abilissimi cavalieri che ìdanzanoî
sui loro destrieri.
- E se anche il
fascino delle loro esibizioni puÚ essere ridotto per il fatto
che in parte i csikÛs, proprio come la cs·rda (vecchia
osteria) o i violini zigani, sono diventati un poí un
fenomeno di consumo ìconfezionatoî
per un turismo di massa, la seduzione della Puszta rimane
invariato.
- Ve ne accorgerete,
se avrete modo di percorrere questa terra, di godere delle
immense distese abitate da uccelli, da oche (il cui numero
supera quello degli abitanti!). Sarý bello, allora, farvi
sedurre dalla DÈli-bab (la fata morgana della steppa) o
dalla bellezza particolare delle cittý che incontrerete: Kalocsa,
regno della paprica e dei ricami floreali; o da Bugac, famosa
per i csikÛs o da Hortob·gy, stupendo parco nazionale.
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- DEBRECEN
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- » la seconda cittý
ungherese dopo Budapest ed Ë nota come la Roma calvinista. E
non a caso. Vanta un Collegio Calvinista, realizzato in
stile neoclassico negli anni 1803-1816 che ha contribuito
notevolmente a diffondere líistruzione pubblica al punto da
meritarsi il nome di Scuola del Paese. E la cittý si Ë
dimostrata molto attenta a tutelare il ricordo di ciÚ: se
osservate la facciata principale, vedrete delle targhe
commemorative degli studenti che si sono resi particolarmente
illustri. Allíinterno potete pure vedere líarredamento
originario (mobili, dipinti, coperte ricamate) oltre alla
Biblioteca, una delle meglio fornite dellíUngheria (specie di
codici e manoscritti).
- Altra importante
testimonianza della cultura calvinista a Debrecen Ë la Chiesa
Grande: Ë diventata quasi líemblema della cittý. E si
comprende subito il perchÈ:
Ë il pi˜ ampio tempio dedicato a questa corrente religiosa,
visto che puÚ accogliere circa 5000 fedeli. » estremamente
imponente: ha 2 campanili che fiancheggiano la facciata, alti
entrambi 61 m. Questa chiesa Ë un poí il monumento del
glorioso passato della cittý: Debrecen, in effetti, oggi Ë la
seconda cittý del Paese, ma anche in passato si Ë segnalata.
Una testimonianza? II campanile di sinistra della Chiesa Grande
ospita la campana pi˜ grande del Paese, costruita con il ferro
dei mortai che i nemici dovettero abbandonare durante il
Conflitto dei 30 anni.
- Se poi volete
avere uníidea un poí pi˜ approfondita della storia della
cittý, visitate il Museo DÈri: trae il suo nome dalla
famiglia che donÚ una ricca collezione di oggetti antichi alla
cittý che Ë andata ad aggiungersi al museo comunale. In
particolare segnaliamo i dipinti della trilogia del celebre
pittore ungherese Mih·ly Munk·csy
(1844-1900).
- A Debrecen potete
persino incontrare il pi˜ grande mulino a vento dellíEst.
- Da segnalare sono
pure la Chiesa Rossa, la Chiesa Piccola Protestante il
cui campanile Ë tronco. Se poi avete voglia di un poí di
verde, potete visitare líOrto Botanico e il Bosco Grande che
si estende per pi˜ di 2000
ettari.
- Immancabile qui
come altrove, sono le terme: sia che abbiate qualche
dolore reumatico, sia che desideriate semplicemente rilassarvi,
vi consigliamo di farvi un salto.
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- KALOCSA
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- » la patria della
paprika rossa e dei ricami floreali ma Ë anche
una cittý di antica origine,
costruita sotto il regno di Stefano il Grande nel Mille.
Certo, líantico arcivescovado Ë andato perduto e al
suo posto ne sorge uno del ë700, ma il fascino Ë rimasto
inalterato: basti pensare al
fatto che qui, nelle sale affrescate da Maulbertsch, Liszt si
esibÏ pi˜ volte.
- Interessante Ë
pure una visita alla Biblioteca, che Ë pronta ad esibirvi la
sua ricchissima collezione di libri (pi˜ di 100.000): Ë qui
che Ë conservata la Bibbia firmata da Lutero.
- Molto suggestivi
sono il museo arcivescovile con varie opere artistiche di
pregio e il Museo realizzato in onore dello scultore MiklÛs
Sch–ffer (1912-1992).
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- IL DANUBIO
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- » il fiume che
percorre da Nord a Sud il Paese, bagnando alcune delle pi˜
belle cittý ungheresi.
- » líaltra anima
dellíUngheria. E proprio come il popolo di questa terra,
il Danubio qui in Ungheria ha un corso molto pi˜ allegro che
altrove. Il tratto giustamente pi˜ noto Ë la cosiddetta Ansa
del Danubio: 20 km in cui il fiume cambia voluttuosamente
corso, tracciando una serie di curve su cui si affacciano dei
veri gioielli architettonici: le cittý di Esztergom o Szentendre.
- Poi pi˜ a Sud il
Danubio passa nel cuore di Budapest come un asse di simmetria
tra i due volti complementari della cittý.
- In questo tratto
il ìDanubio Bluî attualmente Ë ìdomatoî da 8 ponti, ma
non Ë stato facile avere la meglio su questo ìre di fiumiî:
fino allí ë800 líunico mezzo per solcare il fiume era un
ponte di barche che veniva utilizzato solo díinverno. Giý
perchÈ díinverno il Danubio ghiacciava, diventando via
solcabile. Ma lo spettacolo finiva presto al momento del
disgelo: il Danubio voleva liberarsi al pi˜ presto della
cortina di ghiaccio che lo imprigionava e, quindi,
ìschizzavaî via letteralmente enormi lastroni di ghiaccio
distruggendo tutto ciÚ che incontrava.
- E lo sapeva bene Liszt
che organizzava concerti di beneficenza per ricostruire la cittý
danneggiata. Il primo tentativo (riuscito!) di ìdomareî
questo signore delle acque fu il Ponte delle catene,
finito nel 1848. A questo poi seguirono altri 7 ponti distrutti
dai nazisti ma tutti puntualmente ricostruiti.
- E ora questo dio
fluviale, persa la sua pericolositý, Ë pronto a sedurvi con i
suoi tramonti, i castelli, le cattedrali: godeteveli a fondo con
una gita in battello.
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- ESZTERGOM
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- » la cittý
principe dellíAnsa del Danubio, di cui Ë la Porta
Occidentale.
- Ha
un glorioso passato alle spalle: nel lontano XI secolo ha visto
nascere, ricevere la corona e morire Stefano il Santo, il
primo re magiaro.
- Esztergom vanta
anche una Cattedrale che Ë il pi˜ grande e maestoso
tempio della religione cattolica presente in un Ungheria.
- Realizzata nella
prima metý dellí ë800, la Cattedrale Ë ricca di splendide
testimonianze di arte sacra e di monili, custodite nel suo Tesoro.
Allíinterno di questo straordinario tempio potrete ammirare la
Cappella BakÛcs che ha una storia davvero curiosa:
costruita in etý rinascimentale, fu letteralmente ìtagliata a
pezziî per poi essere ricostruita dentro la Cattedrale.
Interessante da visitare Ë anche la Biblioteca della
Cattedrale, una delle pi˜ fornite del Paese.
- Vicino alla chiesa
pi˜ grande díUngheria sorge il palazzo vescovile:
antica sede della dinastia reale degli ¡rp·d, oggi, sebbene
segnato dal tempo, Ë ancora una superba testimonianza artistica
e offre dalla sua terrazza una suggestiva veduta di Esztergom.
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- SZENTENDRE
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- A
20 minuti a Nord dalla capitale sorge Szentendre.
- »
una splendida isola sullíAnsa del Danubio di cui Ë la
porta meridionale. Alla bellezza del re dei fiumi unisce un
fascino tutto suo che le deriva dallíessere uníautentica cittý
díarte. E non solo per i palazzi barocchi: qui,
percorrendo i meandri dei vicoli, respirerete proprio
líatmosfera di una cittý díarte che Ë diventata la cittý
prediletta di innumerevoli artisti. Del resto, Ë facile
accorgersi della singolaritý di questa cittý: Szentendre, la
cittý che porta il nome di S. Andrea, fu fondata da serbi che,
in fuga dai Turchi, giunsero qui nel ë300 e riuscirono a conservare la loro cultura.
- Szentendre, a ogni
modo, vi riserva molte sorprese: da un lato vi seduce con la sua
esplosiva vitalitý dei suoi locali e delle strade
affollate di negozi e ristoranti; dallíaltra vi attrae per la
massiccia presenza dei musei. Uno in particolare Ë
imperdibile: il museo etnografico Skanzen, appena fuori dal
centro (3 km). Qui potete ammirare allíaperto testimonianze
dellíarchitettura locale, oltre che leggere documentazione
sulla vita contadina.
- Girando per la
cittý, vi accorgerete che Szentendre ha ancora conservato il
fascino del sacro: molto belle sono le chiese serbe di
cui un superbo esempio Ë la Cattedrale.
- Visitando questa
cittý, capirete facilmente, quindi, come mai Szentendre sia una
delle mete predilette per gite fuori Budapest.
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- TOKAJ
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- Tokaj sicuramente
vi ricorderý certamente il celebre vino. Ma Ë anche il nome di
una splendida localitý: di origine vulcanica, posta a 500 m
díaltezza, Ë un tripudio di vigneti.
- Salendo sul
Kopaszhegy (Monte Calvo) potrete ammirare stupende distese di
viti.
- Ma la cosa che pi˜
vi colpirý, se raggiungerete Miskolc, sarý visitare le cantine
del posto. Un esempio? La cantina RakÛczi che contiene ben
20.000 ettolitri di Tokaj.
- Se poi volete
ripercorrere la storia della cittadina, visitate il Museo
Civico, ospitato allíinterno di una chiesa greca ortodossa
sconsacrata.
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- EGER
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- Cittý di origini
antiche, Eger Ë un singolare connubio tra bellezza naturale e
fascino artistico.
- Sovrastata dai
Monti B¸kk, Eger appare davvero come il regno dei vigneti.
- Ma
questo manto verde nasconde un passato glorioso:la
fondazione di Eger (1099), infatti, risale a Stefano il Santo.
- Due secoli dopo
Eger fu assalita dai Mongoli e dai Cumani. E verso la fine del
XVI secolo cadde nelle mani dei Turchi: ancora oggi, a ricordo
di ciÚ svetta un minareto di 40 m, esotico emblema della
cittý. Giý, anche se questa cittý ha una Cattedrale
seconda, per dimensioni, a quella
di Esztergom. E se amate líarte, Eger Ë pronta ad
affascinarvi con le vestigia del suo castello del
ë200-ë300: allíinterno potrete visitare un museo con
notevoli testimonianze delle cultura romana e barbarica, oltre a
dipinti italiani, fiamminghi e magiari.
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- J¡K
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- Questa piccola
cittadina dellíestremo Ovest ungherese ospita una delle pi˜
importanti testimonianze dellíarte tardo-romanica del Paese:
si tratta di uníantica abbazia benedettina del XIII
secolo, che vi incanterý soprattutto per gli affreschi e
líimponente bellezza delle sculture poste allíingresso.
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- VAK
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- Questa cittý, a
Nord di Budapest, Ë, per cosÏ dire, un tempio dellíarte barocca:
gli edifici pi˜ significativi in questo senso sono la
cattedrale e la chiesa dei Piaristi.
- E, se siete
interessati allíarcheologia e allíetnologia, vi consigliamo
di fare un salto al Museo V·c Botty·n.
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- HOLL²KŐ
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- »
un piccolo gioiello architettonico, che líUNESCO ha dichiarato
patrimonio mondiale. E, visitandolo, capirete il perchÈ:
Ë il regno della comunitý PalÛc. I PalÛc sono una
minoranza dallíorigine incerta
- comunque ungherese o slovacca ñ che si Ë fortemente
ancorata alle sue tradizioni: il paese, infatti, Ë andato pi˜
volte distrutto a seguito di incendi, ma gli abitanti lo hanno
meticolosamente ricostruito secondo i parametri medievali. Ed Ë
davvero bello passeggiare tra case di legno e incontrare, nei
giorni di festa, gli anziani vestiti secondo i costumi
tradizionali.
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