Ungheria

 

         
    Le curiositý    
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
IL CRISTIANESIMO IN TRE VERSIONI ARTISTICHE
 
Terra di antiche origini, líUngheria vi sorprenderý per la varietý delle interpretazioni che líarte ha dato al sacro. Un esempio? La chiesa di Csaroda vi svelerý il suo tesoro di affreschi che sono un abile ìmixî di stile tardo-gotico e bizantino.
Pi˜ recente ma non meno splendida la chiesa serba di R·cheve che sorge sullíisola di Csepel, a sud di Budapest. » un autentico tesoro di stile bizantino: la volta Ë superbamente affrescata con immagini di santi e storie del Messia e di apostoli. Gli autori di ciÚ? Artisti profughi serbortodossi rifugiatisi qui nel 1300 perchÈ perseguitati dai Turchi.
Ma líUngheria non deluderý neppure gli estimatori del rococÚ: splendide testimonianze di questo stile sono contenute nella chiesa dellíAscensione di S¸meg, sul Balaton settentrionale
Artefice di questo splendido ciclo di affreschi Ë Franz Anton Maulbertsch (attivo nella seconda metý del ë700). E ammirando i dipinti delle storie della Bibbia e dei Vangeli, comprenderete facilmente come mai il secondo nome di questa chiesa per gli ungheresi sia la ìCappella Sistinaî.
 
 

UN PAESE MULTIETNICO
 
LíUngheria Ë attualmente il paese europeo che presenta il maggior numero di minoranze etniche. E la cosa non crea assolutamente problemi: gli ungheresi, o meglio i magiari ñ come loro stessi amano definirsi ñ convivono pacificamente con bulgari, turchi, rumeni, slovacchi, polacchi, rom (zingari)ÖÖ. E questo nonostante il loro attaccamento alle loro tradizioni, nonostante il loro orgoglio di essere magiari. Questa predisposizione alla convivenza multietnica pare essere iscritta nel DNA di questo popolo. O meglio nella lungimiranza di Stefano il Santo, il primo re di Ungheria. Costui, infatti, nel suo testamento, circa 1000 anni fa, aveva scritto una massima che raramente Ë stata rispettata nella storia dellíuomo: un popolo che non si arricchisce degli usi e costumi di altre etnie, Ë povero e debole. E la storia dellíUngheria pare aver preso alla lettera le parole del suo amato re: eccola, quindi, nei secoli successivi, meta privilegiata di greci, turchi, ebrei, serbiÖÖ..
Ma soprattutto, alla fine della dominazione turca (durata dalla metý del ë500 alla fine del ë600) avvenne il consolidamento di questo melting - pot: líUngheria, infatti, sottratta ai turchi nel 1686 e passata agli Asburgo vide un massiccio fenomeno di migrazione oculata: tedeschi, slavi del Sud, austriaci occuparono le immense pianure ungheresi cadute in abbandono sotto la dominazione turca.
Ma la volontý dagli Asburgo di evitare che le popolazioni immigrate solidarizzassero con quelle originarie non pare aver scalfito pi˜ di tanto la naturale tendenza dei magiari alla tolleranza. Il che non significa che líUngheria sia diventata líEden per ogni etnia. Un esempio? I Rom, che sicuramente sono la minoranza pi˜ povera del Paese.
Ma se non altro, ìpulizie etnicheî feroci come quelle della Penisola Balcanica, non sembrano essere avvenute: tuttíal pi˜ si Ë assistito a fenomeni di ìscambiî: Ungheresi che sono tornati in patria, minoranze etniche rispedite indietroÖ..
 
I RICAMI FLOREALI DELLE DONNE DI MEZŐKŐVESD
 
Kalocsa, a sud di Budapest, Ë la cittý dei colori, dei ricami, dei dipinti murali che sono un autentico inno alla gioia e allíallegria. Il merito di ciÚ? Delle donne magiare che custodiscono e diffondono la cultura M·tyÛ. Sono riuscite a creare delle opere díarte: ricami floreali con colori sgargianti (rosa, viola, azzurro) che sembrano aver rubato la bellezza dei colori ai fiori veri.
Ma il ricamo non Ë líunico vanto di Kalocsa: persino i muri e le porte delle case sono decorate da dipinti floreali, secondo uníusanza che, dopo aver attecchito a fine ë800, Ë rimasta tuttora ed Ë diventata líemblema di questa cittý.
 

CONCERTI NELLA GROTTA
 
Giý líUngheria vi riserva una marea di sorprese, come offrirvi degli straordinari concerti in grotte naturali dallíacustica perfetta e davvero scenografiche. Un esempio? Quella di Baradha che si snoda per ben 22 km fino a raggiungere la Slovacchia. Questa stupenda grotta rivela tutta la sua antichitý nella lunghezza delle stalagmiti: una Ë alta 25 m ed Ë detta líîosservatorio astrologicoî.
 
MIKL²S ESZTERH¡ZY
 
Questo principe ungherese Ë noto ai pi˜ come MiklÛs il Magnifico. E a ragione. Lo capirete visitando il palazzo  degli Eszterh·zy, vicino a Fert–d, vicino allíAustria. Qui, infatti, sorge la superlativa reggia, fatta costruire su progetto di questo potentissimo principe ungherese del ë700. E fu cosÏ che dopo 5 anni di lavori, nel 1767 sorse la Versailles ungherese che conquistÚ il cuore persino dellíimperatrice Maria Teresa. E non a torto. Questa reggia Ë davvero il capolavoro del rococÚ ungherese: a 2 piani, con uno stupendo scalone díonore che porta al piano superiore, le sue 126 stanze, il teatro, le statue, la sua forma a ferro di cavallo, il giardino allíitaliana progettato dal principe stesso, Ë un gioiello.
Qui tra líaltro visse e operÚ per 30 anni Joseph Haydn, di cui MiklÛs fu il mecenate, anche se talora un poí dispotico: allíinterno potete visitare il museo dedicato al compositore.
Tutto andÚ bene finchÈ MiklÛs fu in vita: morto il principe, la reggia percorse una vertiginosa parabola in discesa: tutto il mobilio andÚ perso, le stanze furono adibite a stalle. Ora, perÚ, il palazzo Ë stato ristrutturato perfettamente ed Ë pronto a stupirvi con la sua bellezza.
 
 
LA LEGGENDA DEL CONTADINO DI HARK¡NY
 
Nel lontano 1823 un contadino che soffriva di reumatismi, dovette trasferirsi ad Hark·ny, allora terra di paludi: per la gioia dei suoi dolori doveva lavorare con i piedi sottíacqua. Ma ñ incredibile a dirsi ñ le sue condizioni migliorarono notevolmente. Il motivo? La presenza in dosi massicce nella palude di zolfo che dona proprietý curative allíacqua. E ora Hark·ny
Ë un apprezzato centro termale, indicato per chi soffre al fegato o di reumatismi. Proprio come il contadino della leggenda.
 
MIKL²S JURISICS
 
» assurto a eroe nazionale: fu lui, infatti, a bloccare líassalto turco di Solimano II il Magnifico a Kőszeg nel 1532 con soli 50 uomini. E non una volta sola:  MiklÛs Jurisics affrontÚ ben 19 attacchi di 100.000 uomini, resistendo per 25 giorni. Alla fine, dato che uníulteriore resistenza era praticamente impensabile, MiklÛs fece sventolare la bandiera della resa: quella turca. E i nemici ebbero rispetto di questa prova di eroismo: non distrussero la cittý. E ancora adesso se capitate a Kőszeg, potete ascoltare ogni giorno alle 11 i rintocchi delle campane che commemorano il ritiro dei nemici.